Quando un polline fa la differenza?!

Se è vero che nessun miele millefiori è uguale all’altro; se è vero che ogni miele di millefiori si caratterizza per aromi, sapori e colori in base alla biodiversità presente sul territorio; se è vero che l’agricoltura e le specie non autoctone influenzano le possibilità di raccolta dell’alveare…non dovremmo tenere in considerazione anche la canapa?

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COME TI CAMBIO LA VITA SOCIALE CON LE API!

Può una piccola ape avviare un processo di attenzione alla vita sociale? Sì che può! Lo dimostrano tante attività di apicoltori che hanno investito parte del profitto della loro Azienda nella azione verso soggetti deboli (ex detenuti, diversamente abili e tante persone con difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro). Ora si aggiunge l’interessamento di un Comune Veneto, Tonezza del Cimone, nella catena delle azioni propulsive nella vita sociale, con un’iniziativa che sprona l’interesse verso la Natura e la biodiversità.

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Polline e probiotici: quando le interazioni possono essere benefiche.

Polline? Vade retro Satana. Certo che per un allergico al polline, mangiarlo è un po’ difficile da… mandare giù. Ma forse tra qualche tempo, potremo trovare nel banco frigo lo yogurt con il polline. La ricerca sui prodotti alimentari nuovi, sta spaziando verso una integrazione tra probiotici, lo yogurt o il kefir per esempio, e dei potenti prodotti naturali, per aggredire nuove platee di clienti attenti alle cure naturali.

Il polline è uno tra questi prodotti naturali. Certo, il miele e lo yogurt, accompagnato da mandorle o noci, potrebbe essere una soluzione economica e molto interessante, come spesso indichiamo da anni, ma la novità stuzzica e allora vediamo questa nuova proposta su cosa si basa.

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Perdita della biodiversità e rischi sulla nostra alimentazione

“Pensavo fosse uno stupido gioco a nascondino ma non riesco a trovarle. Dove sono?”

Le api, le farfalle, le vespe, i coleotteri, i pipistrelli, le mosche e i colibrì che distribuiscono il polline, vitale per la riproduzione di oltre il 75% delle colture alimentari e delle piante da fiore – tra cui il caffè, la colza e la maggior parte dei frutti – stanno visibilmente diminuendo in tutto il mondo, ma poco si sa delle conseguenze per le popolazioni umane e quelle animali.

La riduzione degli impollinatori potrebbe innescare un effetto domino su grande scala negli ecosistemi della Terra.  Uno studio pubblicato di recente su Nature Ecology & Evolution (1), indica almeno quattro cause che determinano il continuo declino degli impollinatori:

  1. Distruzione dell’ambiente (inteso come ecosistema) in cui gli impollinatori vivono,
  2. Declino della possibilità d’intervento nella gestione del territorio, che vede una riduzione dei pascoli e aumento delle monoculture,
  3. L’uso diffuso dei pesticidi,
  4. I cambiamenti climatici costanti, sebbene ancora oggi i dati sono limitati.
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A LEZIONE DAGLI APICOLTORI

“Smettete di tagliare il prato, non pavimentate il vialetto e abituatevi agli insetti nell’insalata” è la sintetica frase di un articolo apparso su THE CONVERSATION, un quotidiano on line rigorosamente britannico, scritto dalla dottoressa S. Maderson, dell’Aberystwyth University. È un articolo interessante perché mostra come gli apicoltori mostrino atteggiamenti molto positivi per la protezione della biodiversità e siano prudenti nella visione utilitaristica del “verde è bello”.

Quali sono i punti salienti che un apicoltore mostra di perseguire e promuovere?

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LE API E IL CAFFE’

In un articolo pubblicato il 28 luglio sulla rivista Current Biology (1) i ricercatori hanno dimostrato che nutrire i bombi con caffeina le aiuta a ricordare meglio l’odore di un fiore specifico. In precedenza è stato dimostrato che ai bombi piace la caffeina e visitano più frequentemente i fiori con caffeina per ottenerla. Ma questo è il primo studio che dimostra che consumare caffeina nel loro nido li aiuta effettivamente a trovare certi fiori fuori dal nido.

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NON DIMENTICHIAMO IL BENESSERE DELLE API

Articolo pubblicato sul numero di maggio-giugno della rivista “L’Apicoltore Italiano”

In questa rubrica dedicata al benessere dell’uomo, vorrei questa volta fare una rapida riflessione in merito al benessere delle api, soffermandomi su aspetti noti ai più che vanno, però, ogni tanto ricordati. Quando parlo di api, mi riferisco sempre a quei piccoli esseri che fanno un enor­me ed essenziale lavoro per la natura e per l’uomo: dall’impollinazione, alla fun­zione di bio-indicatore ambientale; dalla produzione di alimenti sicuri in diverse varietà e varianti territoriali, alle ricadute sulla farmaceutica e la cosmesi.

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COMPORTAMENTO IGIENICO E DISTANZIAMENTO SOCIALE ANCHE NELLA SOCIETÀ DELLE API

Articolo pubblicato sul numero di aprile 2021 della rivista “L’Apicoltore Italiano”

Ti sei mai chiesto se anche nella società delle Api c’è un comportamento simile al distanziamento sociale umano?

In un recente articolo del National Geographic (“Anche gli animali scelgono il distanziamento sociale per evitare il contagio”. National Geographic 30 Aprile 2020) è spiegato come anche le Api abbiano sviluppato nel corso degli anni un meccanismo simile, ma basato sulla repulsione olfattiva. Le antenne delle Api sono l’equivalente del nostro naso e uno dei loro compiti è quello di fiutare le molecole di odore dall’aria e attraverso i pori dell’antenna sono trasportate ai recettori sui nervi olfattivi.

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La registrazione del webinar sull’Apiario Olistico del 20 maggio 2021

Ringraziamo tutte le persone che ci hanno seguito in diretta e segnaliamo i link per vedere la registrazione del webinar “L’APIARIO OLISTICO, ASCOLTARE, OSSERVARE E RESPIRARE LE API IN TOTALE RELAX” che si è tenuto il 20 maggio 2021.

La regisitrazione è stata divisa in 3 parti:

PARTE 1 – Presentazione di Accademia di Apiterapia e introduzione all’apiario olistico (laura cavalli)

PARTE 2 – L’apiario olistico (Piero Milella)

PARTE 3 – Le domande dei partecipanti

COSA SUCCEDE SE LE ENERGIE DI UN APICOLTORE SI UNISCONO A QUELLE DI UN MUSICISTA? Nasce il “Progetto Arnia”

La mia passione per le api ha voluto spingersi oltre, trasformando la natura in arte in un modo alquanto bizzarro. Raccogliere tutti i suoni prodotti dalle api con una particolare “ARNIA Espositiva da concerto “, tramite apparecchiature microfoniche, per poi essere tradotte in musica. Questa nuova visione è nata dalla mia passione per la musica e per le api e grazie alla preziosa collaborazione e condivisione del progetto con il maestro Francesco Cilione.

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