Il polline, un grande alleato per il benessere animale

Il polline, nella forma di piccoli granelli che tutti noi conosciamo, viene trasportato dalle api nell’alveare e qui, una volta sganciato dalla cestella del polline, sita nel terzo paio di zampe, viene stoccato in apposite celle come futura fonte di nutrimento per la famiglia. Ma da dove derivano questi granelli e come si formano? Ognuno di essi è formato da una miriade di microscopici corpuscoli, che ricoprono il corpo dell’ape mentre lei passa di fiore in fiore e piano li riunisce in forma di palline, mediante una azione di pettinatura e di impastamento con un po’ di nettare contenuto nella borsa melaria. Grazie a questo procedimento l’ape permette l’impollinazione dei fiori visitati, fino a mille in un giorno per singola ape! Il polline infatti rappresenta l’elemento fecondante maschile del fiore, necessario per la riproduzione delle piante e la formazione del seme. L’esperimento che dimostrò scientificamente questo processo fu condotto da Rudolph Jakob Camerarius (1665-1721 d.C.) che, isolando su un albero in fioritura una parte dei fiori, dimostrò la presenza dei semi solo nei frutti derivati da fiori non isolati e sottoposti quindi all’azione del polline. Dall’impollinazione dipende la salvaguardia della biodiversità delle specie selvatiche e un miglior raccolto, in termini di produzione e qualità, delle piante coltivate. Le caratteristiche fisico-chimiche dei granuli pollinici variano molto tra le varie specie vegetali, e il loro studio permette, grazie ad una disciplina scientifica dedicata, la melissopalinologia, di stabilire con certezza l’origine botanica e geografica dei mieli, scoprendo eventuali frodi.

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APICOSMESI: una “costola” dell’agricosmesi

I prodotti dell’alveare come ingredienti attivi dei prodotti cosmetici

miele visoL’agricosmesi, o cosmetica “green”, negli ultimi anni si sta sviluppano sempre più, è un dato di fatto, ma cosa si intende per agricosmesi? E’ l’utilizzo di materie prime cosmetiche derivate da allevamenti e coltivazioni come per esempio la bava di lumaca, il latte d’asina, gli estratti di molte piante officinali, i vinaccioli, per non parlare del veleno di alcuni animali. È il tempo dell'”agribeauty contadino” e la Coldiretti ne dà conferma, registrando il 71% degli italiani che ormai si fidano più di un cosmetico fatto con i prodotti naturali di un’azienda agricola piuttosto che di quelli prodotti da una marca commerciale. Continua a leggere