PROPOLI E DEPRESSIONE

La depressione è il disturbo mentale più diffuso: si stima che in Italia le persone che soffrono di questo problema siano più di 2,8 milioni (il 5,4% delle persone con più di 15 anni) e che siano circa il 2,5% quelli che presentano i sintomi della depressione maggiore (1). Con la pandemia che ci vede coinvolti da quasi un anno la depressione è in serio aumento ed i problemi mentali purtroppo dal 2020 stanno raggiungendo picchi storici, i casi lievi risultano quintuplicati e i casi gravi sono dati in aumento di 7 volte (2) (3).

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PROPOLI e prospettive per la lotta al COVID-19.

Articolo pubblicato sul numero di dicembre 2020 della rivista L’Apicoltore Italiano.

Questo virus SARS-CoV-2 è dannatamente sotto la lente d’ingrandimento di Ricercatori di ogni parte del Mondo da mesi, eppure sembra sfuggirci. I vaccini e i medicinali di ultima generazione per migliorare il quadro clinico globale sembrano vicini.

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La vita dei polli al veleno d’ape

Che ne diresti di un petto di pollo al veleno d’ape? O una cura a base di veleno? Non direi che siano scelte facili eppure… I Ricercatori coreani, spinti dalla inarrestabile necessità di migliorare la quantità di cibo disponibile, hanno sperimentato gli effetti del veleno d’ape sui polli da carne. Questi polli raggiungono il peso da macello tra le quattro e le sette settimane, e in particolare offrono il loro petto prosperoso alla veloce trasformazione in fesa.

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ANCHE LE API SI CURANO DA SOLE?

Quando ci guardiamo intorno, in una bella giornata di sole, diciamo in primavera inoltrata, la nostra gioia è vedere il mondo naturale in una luce bella e positiva. Oggi, alle soglie dell’inverno, sotto una pioggia sferzante e un vento impetuoso, ci domandiamo come facciano a resistere piante e animali a giornate così difficili. E se abbiamo le api, pensiamo a come esse vivano i malesseri “di stagione”. Ci avevano pensato anche gli scienziati da anni, studiando le capacità adattative di questi piccoli insetti: noi li vediamo singolarmente, con il loro piccolo corpicino e le ali, ma gli etologi ci insegnano che dobbiamo considerarle come le cellule del nostro corpo: un SUPERORGANISMO (1), da poco nominato OLOBIONTE.

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I LATI NASCOSTI DEL MIELE

Articolo pubblicato sul n° di novembre 2020 delle rivista l’Apicoltore Italiano

In una Rivista dedicata alle cure agricole, un bell’articolo di un’equipe medica, indicava le alternative naturali allo zucchero industriale (saccarosio); tanti dolcificanti ma non c’era menzione del miele. Non è infrequente che sciroppo d’acero o d’agave siano elencati tra i migliori dolcificanti naturali, sebbene la produzione di questi prodotti forse non sia così “naturale” come avviene per il miele. Tra le difficili condizioni in cui gli Apicoltori si trovano a lavorare per le produzioni dei mieli, si aggiungono così pareti ardue da superare come il “silenzio” sulle riviste. Ciò è ancora amplificato per altri prodotti apistici molto interessanti come propoli, polline e pappa reale, senza per altro dimenticarsi del veleno d’ape e della cera.

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Nasce l’Accademia di Apiterapia

Ogni giorno nei motori di ricerca per le pubblicazioni scientifiche, miele, propoli, polline, e con meno frequenza veleno d’ape, cera, pane d’ape e pappa reale, sono presenti con articoli interessanti.

Con l’apiterapia i prodotti apistici sono usciti allo scoperto: diffonderne le argomentazioni che possono condurre alle applicazioni è uno dei campi di battaglia dell’ ACCADEMIA DI APITERAPIA.

Se al centro della nostra attenzione vi sono l’essere umano e il suo benessere, non dimentichiamo che la Natura in cui vive è essa stessa la fonte del suo benessere.

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LA PROPOLI E LE LEZIONI DELLA NATURA

Qualche giorno fa è stato pubblicato su una rivista scientifica (a) un interessante articolo “Propolis and coronavirus disease 2019 (COVID-19): Lessons from nature”, dove si riportano le scoperte degli ultimi anni sulla efficacia della propoli verso i virus. Tra i tanti argomenti affrontati dagli Autori, si accenna all’applicazione della” biomimetica ”, una nuova disciplina che trae dalla natura le idee per sviluppare nuove tecnologie ed applicazioni.

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Il polline, un grande alleato per il benessere animale

Il polline, nella forma di piccoli granelli che tutti noi conosciamo, viene trasportato dalle api nell’alveare e qui, una volta sganciato dalla cestella del polline, sita nel terzo paio di zampe, viene stoccato in apposite celle come futura fonte di nutrimento per la famiglia. Ma da dove derivano questi granelli e come si formano? Ognuno di essi è formato da una miriade di microscopici corpuscoli, che ricoprono il corpo dell’ape mentre lei passa di fiore in fiore e piano li riunisce in forma di palline, mediante una azione di pettinatura e di impastamento con un po’ di nettare contenuto nella borsa melaria. Grazie a questo procedimento l’ape permette l’impollinazione dei fiori visitati, fino a mille in un giorno per singola ape! Il polline infatti rappresenta l’elemento fecondante maschile del fiore, necessario per la riproduzione delle piante e la formazione del seme. L’esperimento che dimostrò scientificamente questo processo fu condotto da Rudolph Jakob Camerarius (1665-1721 d.C.) che, isolando su un albero in fioritura una parte dei fiori, dimostrò la presenza dei semi solo nei frutti derivati da fiori non isolati e sottoposti quindi all’azione del polline. Dall’impollinazione dipende la salvaguardia della biodiversità delle specie selvatiche e un miglior raccolto, in termini di produzione e qualità, delle piante coltivate. Le caratteristiche fisico-chimiche dei granuli pollinici variano molto tra le varie specie vegetali, e il loro studio permette, grazie ad una disciplina scientifica dedicata, la melissopalinologia, di stabilire con certezza l’origine botanica e geografica dei mieli, scoprendo eventuali frodi.

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Una relazione stupefacente di reciproco benessere

Articolo pubblicato sul numero di settembre 2020 dell’Apicoltore Italiano.

Negli ultimi anni si è molto sentito parlare del declino delle api e dell’eventuale ripercussione che questo fenomeno potrebbe avere sull’ambiente e sul nostro modo di vivere e alimentarci. L’ape da miele, infatti, fa parte del gruppo degli apoidei apiformi, che hanno una grande importanza nel servizio ecosistemico in quanto si sono completamente coevoluti con le magniliofite.

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L’Apiterapia per i nostri amici animali

Articolo pubblicato il mese di agosto sulla rivista “Il Melo”.

Una sera di qualche giorno fa mi è capitato di scorgere nel prato un’ape in difficoltà. Non sembrava ferita, poggiava su un petalo di una zinia arancione rimanendo immobile, sembrava addormentata. Le offrii su una foglia di tarassaco una goccia di acqua e miele, lei succhiò subito avidamente il piccolo pasto e in pochi minuti la vidi riprendere vita e alzarsi in volo.

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