PROPOLI E CERA PER LA SALUTE DELLA LABBRA

La gente ha cercato di capire come sistemare le labbra secche per secoli. L’uso di cera d’api, olio d’oliva e altri ingredienti naturali è stato riportato già ai tempi di Cleopatra, intorno al 40 a.C. e tante altre formule ne riportano l’uso per la pelle in generale. Quasi incredibile è che nel 1833, c’erano addirittura notizie di cerume umano raccomandato come rimedio efficace per le labbra secche e screpolate. Meno male che molto tempo dopo, i primi balsami per labbra commerciali arrivarono sul mercato. Baciare delle labbra al sentore di cerume, beh, non mi pare molto piacevole!

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CONOSCERE LA VITA DELLE API PER APPREZZARE I LORO PRODOTTI

Un articolo divulgativo, per i non addetti ai lavori, che spiega in modo semplice la vita delle api in modo da apprezzare ed usare consapevolmente i loro prodotti in apiterapia.

Per entrare nella logica di questa terapia naturale, strettamente legata alla naturopatia e valutarne meglio i prodotti che la costituiscono, ritengo opportuno fare un breve quadro generale sull’organizzazione sociale dell’alveare, dove spesso riscontro analogie con la nostra specie.

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Per la salute prodotti di qualità da un’apicoltura di qualità

Foto 1 (Paolo Fontana)

I prodotti dell’alveare hanno innumerevoli proprietà e possono essere molto utili per il nostro benessere. La qualità dei prodotti deve essere sempre garantita ma quando si parla di salute umana questa garanzia di qualità deve essere ancora maggiore. Non c’è dubbio che la qualità debba iniziare in apiario, tenendo conto sia gli aspetti ambientali che gestionali. Le api raccolgono il nettare, il polline, la propoli e l’acqua in un area del raggio di circa 3 km, anche se per la raccolta di polline possono spostarsi fino a 8-10 km. Questo significa che nei loro viaggi di bottinamento riescono a perlustrare un’area di circa 30 kmq.

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FORMAZIONE e AGGIORNAMENTO: un processo continuo e dinamico necessario per ogni mestiere … compresa l’apicoltura

Articolo pubblicato sul numero di Ottobre 2021 della rivista L’Apicoltore Italiano

I mestieri, le professioni e le competenze sono un patrimonio personale che ognuno di noi costruisce negli anni, una formazione continua che si deve adattare sempre più velocemente ai cambiamenti che ci circondano.  La formazione, infatti, per essere davvero efficiente ed efficace, deve necessariamente restare al passo coi tempi per consentire ad ognuno di rimanere aggiornato sullo stato dell’arte e sulle evoluzioni tecniche e normative del settore in cui svolge la propria attività. Il continuo aggiornamento permette di conoscere il mercato, le tecniche, le problematiche, la concorrenza, le novità, le possibili collaborazioni e tutto ciò che serve per condurre la propria attività nel modo più proficuo possibile. Il tempo impiegato nella formazione, non può, e non deve, essere considerato come un’inutile perdita di tempo o solo come una spesa in più, ma piuttosto come vero e proprio valore aggiunto, un investimento per la propria crescita.

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APITERAPIA: i concetti di base

Nell’uomo ci sono tutte le forze che sono nella Terra e anche nell’universo: la Terra le riceve dall’universo e l’uomo dalla Terra. R. Steiner       

L’apiterapia è un concetto medico che si basa su tradizioni molto antiche. Pratica terapeutica plurimillenaria, che usa i prodotti dell’alveare come testimoniano numerose fonti storiche, riferite da vari e antichi documenti scritti, come ad esempio le tavolette d’argilla della civiltà mesopotamica, datate a partire dal 2700 aC. Nell’antico Egitto, dagli Esseni, miele e cera spesso uniti ad oli aromatizzati, venivano usati da parte dei sacerdoti, durante i diversi rituali, come dalla medicina indiana “ayurvedica”, cinese e altre medicine tradizionali. Essi hanno valorizzato ed utilizzato l’apiterapia, nella fattispecie con il miele, la cera e le larve delle api. Sappiamo anche che la prima moneta al mondo di cui si abbia notizia, apparteneva alla civiltà di Efeso, “antica grande città in Anatolia, odierna Turchia” del 4° secolo a.C., recava impressa un’ape come simbolo di solerzia.

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LEZIONE DI STRATEGIE DALLE API: non sempre piccolo è bello!

Gli scienziati hanno studiato attentamente la complessità di come i singoli organismi vivono e agiscono insieme in gruppi conosciuti come collettivi biologici. Nei “superorganismi” come le colonie di api, le interazioni dei singoli membri si sommano a beneficio dell’intera colonia. Come fanno le colonie a prendere decisioni di fronte a condizioni mutevoli o critiche?  Dei ricercatori dell’Università della California San Diego che studiano le api sociali hanno pubblicato una ricerca che indica che la dimensione della colonia è un fattore chiave. I risultati – guidati da ricercatori della Divisione di Scienze Biologiche e dell’Istituto per il Calcolo Neurale della UC San Diego, insieme a un ricercatore dell’Università Westfalia di Scienze Applicate in Germania – sono pubblicati il 10 novembre nel Journal of the Royal Society Interface (1).

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Quando le api scendono dall’Alpe Adria a Sacile.

Ovvero la vita dei mieli in piazza.

Una piccola Venezia sul miele, ecco cosa era Sacile, Città del Miele (1), in un sabato e una domenica di Ottobre. Una riscoperta dei mieli friulani (2) e delle prelibatezze della zona. Già da Sabato pomeriggio i bambini gridavano estasiati durante i racconti dei loro Maestri di Apicoltura, tra arnie e favi, le piccole api operaie e la grande regina. Le loro parole si scioglievano nel porticato del Comune, addobbato da piccola arena nei boschi.

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Quando un polline fa la differenza?!

Se è vero che nessun miele millefiori è uguale all’altro; se è vero che ogni miele di millefiori si caratterizza per aromi, sapori e colori in base alla biodiversità presente sul territorio; se è vero che l’agricoltura e le specie non autoctone influenzano le possibilità di raccolta dell’alveare…non dovremmo tenere in considerazione anche la canapa?

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COME TI CAMBIO LA VITA SOCIALE CON LE API!

Può una piccola ape avviare un processo di attenzione alla vita sociale? Sì che può! Lo dimostrano tante attività di apicoltori che hanno investito parte del profitto della loro Azienda nella azione verso soggetti deboli (ex detenuti, diversamente abili e tante persone con difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro). Ora si aggiunge l’interessamento di un Comune Veneto, Tonezza del Cimone, nella catena delle azioni propulsive nella vita sociale, con un’iniziativa che sprona l’interesse verso la Natura e la biodiversità.

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Polline e probiotici: quando le interazioni possono essere benefiche.

Polline? Vade retro Satana. Certo che per un allergico al polline, mangiarlo è un po’ difficile da… mandare giù. Ma forse tra qualche tempo, potremo trovare nel banco frigo lo yogurt con il polline. La ricerca sui prodotti alimentari nuovi, sta spaziando verso una integrazione tra probiotici, lo yogurt o il kefir per esempio, e dei potenti prodotti naturali, per aggredire nuove platee di clienti attenti alle cure naturali.

Il polline è uno tra questi prodotti naturali. Certo, il miele e lo yogurt, accompagnato da mandorle o noci, potrebbe essere una soluzione economica e molto interessante, come spesso indichiamo da anni, ma la novità stuzzica e allora vediamo questa nuova proposta su cosa si basa.

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