Canchanchara: come bere il miele e il rum!

Miele e rum… Mica male se sono tutte e due di nobili qualità! Vero?

Così, un poco per la passione del miele e del rum agricolo, mi sono imbattuto in questa scoperta estiva; si tratta di una piccola scoperta perché già altri appassionati dei cocktail o delle tradizioni caraibiche (vedi note) hanno da tempo presentato stupendamente questa “miscela potente”.

In effetti se a questa miscela alcolica aggiungiamo del lime (succo e scorza o la sua più delicata pelle sottile, verde smeraldo) ecco che abbiamo una bevanda che era definita “terapeutica” nella regione equatoriale.

Forse in origine al posto del rum, molto costoso, il povero Cubano o Antillano usava le economiche aguardientes, bevande alcoliche ottenute dalla fermentazione della frutta (mango, banana, uva, corbezzolo, manioca), forse da riscoprire con un’altra prospettiva. Quella della folk-medicine. Comunque in mancanza dell’aguardiente un buon rum “collabora” bene alla preparazione di questo rimedio caraibico, noto come Canchanchara, bevanda dal sapore estivo per noi che viviamo questa estate torrida.

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CERA D’API E PROPOLI PER LA SALUTE DELLA LABBRA

La gente ha cercato di capire come sistemare le labbra secche per secoli. L’uso di cera d’api, olio d’oliva e altri ingredienti naturali è stato riportato già ai tempi di Cleopatra, intorno al 40 a.C. e tante altre formule ne riportano l’uso per la pelle in generale. Quasi incredibile è che nel 1833, c’erano addirittura notizie di cerume umano raccomandato come rimedio efficace per le labbra secche e screpolate. Meno male che molto tempo dopo, i primi balsami per labbra con ingredienti diversi arrivarono sul mercato. Baciare delle labbra al sentore di cerume, beh, non mi pare molto piacevole!

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CARRE’ DI MAIALE AL MIELE

Per l’esecuzione di questa ricetta propongo di utilizzare il miele di castagno, le cui caratteristiche sono: particolare tendenza a non cristallizzare; ricchezza di tannini; sapore tipicamente amaro; profumo forte e penetrante; colore che varia dall’ambra al noce chiaro o scuro, quasi nero e con riflessi verde asparago; consistenza vischiosa; molto ricco di sali minerali; una percentuale di fruttosio di circa il 42 % e di glucosio di circa il 27%. Il sapore amaro del miele di castagno contrasta con quello moderatamente dolce della carne di maiale e il suo profumo forte e penetrante ne attenua l’odore marcato, oltre a sgrassare e a rendere morbido il vostro carré.

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LE MERAVIGLIE – ricetta dei biscotti di Natale con il miele

Ingredienti: 300g di farina 0 – 80g di fecola – 220g zucchero – 170g burro – 150g di miele millefiori- 3 uova intere – buccia grattugiata di limone – 1 bustina di lievito per dolci – 1 cucchiaino di Macis in polvere – 1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere – 2 cucchiaini di cannella – zenzero grattugiato – buccia grattugiata di limone biologico – un pizzico di sale – gocce di cioccolato a piacere.

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MULSUM, il vino al miele dell’antica Roma

vino romaIl vino, dopo l’acqua, era la bevanda più utilizzata nel mondo romano antico. Properzio parlava del vino come il rimedio agli affanni, Orazio sosteneva che contribuisse ad allontanare le preoccupazioni e Seneca ricorda come in particolari circostanze gli effetti del vino possano essere efficaci per sciogliere le preoccupazioni e guarire dalla tristezza, ricordando però sempre che bisognava essere moderati nell’uso del vino. Continua a leggere

OSSIMIELE: ne avete mai sentito parlare?

ossimieleL’Ossimiele è un’antica preparazione classica erboristica che usa l’aceto e il miele per estrarre e conservare i principi attivi di piante officinali. Rende inoltre più facile l’assunzione di erbe dal sapore amaro.

E’ un rimedio nato nell’antica Grecia, citato da Ippocrate nel 400 a.c, la parola deriva da ossi (acido) e mel (miele). Gli Ossimieli sono stati usati per secoli per curare vari disturbi e soprattutto per problemi respiratori (tosse, muco e difficoltà respiratorie), rinforzare il sistema immunitario e facilitare la digestione. Continua a leggere