RESISTENZA BATTERICA AGLI ANTIBOTICI: il miele grezzo potenzia l’azione della penicillina e della combinazione amoxicillina-acico clavulanico

miele1L’efficacia antibatterica del miele è ben conosciuta fin dai tempi più antichi, l’obiettivo di questo studio (Wild honey facilitates antibacterial efficacy of penicillin and amoxicillin–clavulanic acid – pubblicato sul Journal of Apitherapy ad aprile 2020 – per scaricare lo studio completo clicca qui) era di valutare il miele grezzo per trovare degli analoghi della penicillina visto che sono sempre più numerosi i casi di resistenza batterica alla penicillina e agli antibiotici in generale. Continua a leggere

APICOSMESI: una “costola” dell’agricosmesi, la nuova frontiera dell’ “agribeauty”

I prodotti dell’alveare come ingredienti attivi dei prodotti cosmetici

miele visoL’agricosmesi, o cosmetica “green”, negli ultimi anni si sta sviluppano sempre più, è un dato di fatto, ma cosa si intende per agricosmesi? E’ l’utilizzo di materie prime cosmetiche derivate da allevamenti e coltivazioni come per esempio la bava di lumaca, il latte d’asina, gli estratti di molte piante officinali, i vinaccioli, per non parlare del veleno di alcuni animali. È il tempo dell'”agribeauty contadino” e la Coldiretti ne dà conferma, registrando il 71% degli italiani che ormai si fidano più di un cosmetico fatto con i prodotti naturali di un’azienda agricola piuttosto che di quelli prodotti da una marca commerciale. Continua a leggere

LE MERAVIGLIE – ricetta dei biscotti di Natale con il miele

Ingredienti: 300g di farina 0 – 80g di fecola – 220g zucchero – 170g burro – 150g di miele millefiori- 3 uova intere – buccia grattugiata di limone – 1 bustina di lievito per dolci – 1 cucchiaino di Macis in polvere – 1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere – 2 cucchiaini di cannella – zenzero grattugiato – buccia grattugiata di limone biologico – un pizzico di sale – gocce di cioccolato a piacere.

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I LATI NASCOSTI DEL MIELE

Articolo pubblicato sul n° di novembre 2020 delle rivista l’Apicoltore Italiano

In una Rivista dedicata alle cure agricole, un bell’articolo di un’equipe medica, indicava le alternative naturali allo zucchero industriale (saccarosio); tanti dolcificanti ma non c’era menzione del miele. Non è infrequente che sciroppo d’acero o d’agave siano elencati tra i migliori dolcificanti naturali, sebbene la produzione di questi prodotti forse non sia così “naturale” come avviene per il miele. Tra le difficili condizioni in cui gli Apicoltori si trovano a lavorare per le produzioni dei mieli, si aggiungono così pareti ardue da superare come il “silenzio” sulle riviste. Ciò è ancora amplificato per altri prodotti apistici molto interessanti come propoli, polline e pappa reale, senza per altro dimenticarsi del veleno d’ape e della cera.

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Potenzialità terapeutiche del miele (e non solo) in medicina veterinaria

Articolo pubblicato sul n° di ottobre 2020 delle rivista l’Apicoltore Italiano

L’origine botanica e l’insetto responsabile della sua elaborazione sono alla base di significative differenze di composizione che risultano in un diverso potere antiossidante e antimicrobico delle molteplici varietà di miele esistenti (Bogdanov et al., 2013; Miguel, Antunes, Faleiro, 2017). In questo articolo tratteremo le potenzialità dei comuni millefiori prodotti da Apis mellifera ligustica nella penisola italiana, un prezioso alleato per la salute e per il benessere psicofisico di uomo e animali. Con particolare riferimento alla dermatologia veterinaria, si illustrano alcuni casi clinici. Ricordiamo al pubblico che l’apiterapia risulta efficace come medicina integrativa e che deve essere sempre monitorata da personale medico competente.

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L’Apiterapia per i nostri amici animali

Articolo pubblicato il mese di agosto sulla rivista “Il Melo”.

Una sera di qualche giorno fa mi è capitato di scorgere nel prato un’ape in difficoltà. Non sembrava ferita, poggiava su un petalo di una zinia arancione rimanendo immobile, sembrava addormentata. Le offrii su una foglia di tarassaco una goccia di acqua e miele, lei succhiò subito avidamente il piccolo pasto e in pochi minuti la vidi riprendere vita e alzarsi in volo.

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Il miele a tavola è un argomento quasi tabù

miele cucinaIn un testo di alimentazione ben conosciuto perché sembrava, qualche anno fa, prossimo all’eresia (1) era raccomandato tra i rimedi per la stipsi. Era il 2004. Un anno dopo il miele guadagnava l’attenzione in un trattato entusiasmante (2) come “alimento terapeutico che risale ad epoche preistoriche”. Anche in libri coraggiosi più recenti (3) al miele viene relegato un ruolo di misera comparsa perché, come in tanta letteratura scientifica, trattato tra i dolcificanti e così assimilato al “velenoso” zucchero bianco, allo sciroppo di fruttosio e glucosio, allo “spregevole” HCFS (high-fructose corn syrup) eccetera. Continua a leggere

IL MIELE IN APITERAPIA: APPLICAZIONI E PROSPETTIVE

Articolo pubblicato sulla rivista “L’Apicoltore italiano” – numero di Marzo 2020

miele apiterapia

Api d’oro si appoggiano a sottili steli fioriti di rose selvatiche, in un tripudio di grappoli d’uva e fronde di quercia, tra le quali si erige una dea alata accompagnata da piccoli amorini. Una descrizione di fantasia, direte. No, concreta visione di uno splendido diadema del quarto secolo a.C., la corona di Kritonios. Come le api magnificamente raffigurate, la corona sciamò dalla Basilicata Continua a leggere

EFFETTI DELLA CRISTALLIZZAZIONE SULLE PROPRIETA’ ANTIOSSIDANTI DEL MIELE

miele cristall2E’ la cristallizzazione o il tipo di conservazione che va a diminuire le proprietà antiossidanti del miele?

Riporto i dati di uno studio fatto alla Erciyes University in Turchia dove sono state condotte analisi melissopalinologiche e biochimiche su 50 campioni di miele (di castagno, agrumi, trifoglio, cotone e girasole). L’obiettivo era determinare come l’attività antiossidante e il contenuto di composti fenolici diminuisse senza dipendere dalla cristallizzazione ma dal tempo e dal metodo di conservazione. Continua a leggere

MULSUM, il vino al miele dell’antica Roma

vino romaIl vino, dopo l’acqua, era la bevanda più utilizzata nel mondo romano antico. Properzio parlava del vino come il rimedio agli affanni, Orazio sosteneva che contribuisse ad allontanare le preoccupazioni e Seneca ricorda come in particolari circostanze gli effetti del vino possano essere efficaci per sciogliere le preoccupazioni e guarire dalla tristezza, ricordando però sempre che bisognava essere moderati nell’uso del vino. Continua a leggere