Potenzialità terapeutiche del miele (e non solo) in medicina veterinaria

Articolo pubblicato sul n° di ottobre 2020 delle rivista l’Apicoltore Italiano

L’origine botanica e l’insetto responsabile della sua elaborazione sono alla base di significative differenze di composizione che risultano in un diverso potere antiossidante e antimicrobico delle molteplici varietà di miele esistenti (Bogdanov et al., 2013; Miguel, Antunes, Faleiro, 2017). In questo articolo tratteremo le potenzialità dei comuni millefiori prodotti da Apis mellifera ligustica nella penisola italiana, un prezioso alleato per la salute e per il benessere psicofisico di uomo e animali. Con particolare riferimento alla dermatologia veterinaria, si illustrano alcuni casi clinici. Ricordiamo al pubblico che l’apiterapia risulta efficace come medicina integrativa e che deve essere sempre monitorata da personale medico competente.

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L’Apiterapia per i nostri amici animali

Articolo pubblicato il mese di agosto sulla rivista “Il Melo”.

Una sera di qualche giorno fa mi è capitato di scorgere nel prato un’ape in difficoltà. Non sembrava ferita, poggiava su un petalo di una zinia arancione rimanendo immobile, sembrava addormentata. Le offrii su una foglia di tarassaco una goccia di acqua e miele, lei succhiò subito avidamente il piccolo pasto e in pochi minuti la vidi riprendere vita e alzarsi in volo.

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RESISTENZA BATTERICA AGLI ANTIBOTICI: il miele grezzo potenzia l’azione della penicillina e della combinazione amoxicillina-acico clavulanico

miele1L’efficacia antibatterica del miele è ben conosciuta fin dai tempi più antichi, l’obiettivo di questo studio (Wild honey facilitates antibacterial efficacy of penicillin and amoxicillin–clavulanic acid – pubblicato sul Journal of Apitherapy ad aprile 2020 – per scaricare lo studio completo clicca qui) era di valutare il miele grezzo per trovare degli analoghi della penicillina visto che sono sempre più numerosi i casi di resistenza batterica alla penicillina e agli antibiotici in generale. Continua a leggere

Il miele a tavola è un argomento quasi tabù

miele cucinaIn un testo di alimentazione ben conosciuto perché sembrava, qualche anno fa, prossimo all’eresia (1) era raccomandato tra i rimedi per la stipsi. Era il 2004. Un anno dopo il miele guadagnava l’attenzione in un trattato entusiasmante (2) come “alimento terapeutico che risale ad epoche preistoriche”. Anche in libri coraggiosi più recenti (3) al miele viene relegato un ruolo di misera comparsa perché, come in tanta letteratura scientifica, trattato tra i dolcificanti e così assimilato al “velenoso” zucchero bianco, allo sciroppo di fruttosio e glucosio, allo “spregevole” HCFS (high-fructose corn syrup) eccetera. Continua a leggere

IL MIELE IN APITERAPIA: APPLICAZIONI E PROSPETTIVE

Articolo pubblicato sulla rivista “L’Apicoltore italiano” – numero di Marzo 2020

miele apiterapia

Api d’oro si appoggiano a sottili steli fioriti di rose selvatiche, in un tripudio di grappoli d’uva e fronde di quercia, tra le quali si erige una dea alata accompagnata da piccoli amorini. Una descrizione di fantasia, direte. No, concreta visione di uno splendido diadema del quarto secolo a.C., la corona di Kritonios. Come le api magnificamente raffigurate, la corona sciamò dalla Basilicata Continua a leggere

EFFETTI DELLA CRISTALLIZZAZIONE SULLE PROPRIETA’ ANTIOSSIDANTI DEL MIELE

miele cristall2E’ la cristallizzazione o il tipo di conservazione che va a diminuire le proprietà antiossidanti del miele?

Riporto i dati di uno studio fatto alla Erciyes University in Turchia dove sono state condotte analisi melissopalinologiche e biochimiche su 50 campioni di miele (di castagno, agrumi, trifoglio, cotone e girasole). L’obiettivo era determinare come l’attività antiossidante e il contenuto di composti fenolici diminuisse senza dipendere dalla cristallizzazione ma dal tempo e dal metodo di conservazione. Continua a leggere

MULSUM, il vino al miele dell’antica Roma

vino romaIl vino, dopo l’acqua, era la bevanda più utilizzata nel mondo romano antico. Properzio parlava del vino come il rimedio agli affanni, Orazio sosteneva che contribuisse ad allontanare le preoccupazioni e Seneca ricorda come in particolari circostanze gli effetti del vino possano essere efficaci per sciogliere le preoccupazioni e guarire dalla tristezza, ricordando però sempre che bisognava essere moderati nell’uso del vino. Continua a leggere

Come il miele migliora il metabolismo del glucosio

miele-diabetePuò il miele migliorare il metabolismo del glucosio rispetto a ciò che avviene con altri dolcificanti?

Alcune ricerche sembrano indicare che ciò possa avvenire per l’inibizione di un particolare enzima, presente vicino alla membrana cellulare (PTP1B), che regola, con altri, la via di segnalazione della presenza dell’insulina. Questo ormone, troppo grande per entrare nelle cellule, si avvale di “antenne” proteiche delle membrane cellulari che, captata la presenza dell’ormone esternamente, attuano nella cellula tutte le azioni indotte dalla sua presenza.  Continua a leggere

OSSIMIELE: ne avete mai sentito parlare?

ossimieleL’Ossimiele è un’antica preparazione classica erboristica che usa l’aceto e il miele per estrarre e conservare i principi attivi di piante officinali. Rende inoltre più facile l’assunzione di erbe dal sapore amaro.

E’ un rimedio nato nell’antica Grecia, citato da Ippocrate nel 400 a.c, la parola deriva da ossi (acido) e mel (miele). Gli Ossimieli sono stati usati per secoli per curare vari disturbi e soprattutto per problemi respiratori (tosse, muco e difficoltà respiratorie), rinforzare il sistema immunitario e facilitare la digestione. Continua a leggere