APITERAPIA: i concetti di base

Nell’uomo ci sono tutte le forze che sono nella Terra e anche nell’universo: la Terra le riceve dall’universo e l’uomo dalla Terra. R. Steiner       

L’apiterapia è un concetto medico che si basa su tradizioni molto antiche. Pratica terapeutica plurimillenaria, che usa i prodotti dell’alveare come testimoniano numerose fonti storiche, riferite da vari e antichi documenti scritti, come ad esempio le tavolette d’argilla della civiltà mesopotamica, datate a partire dal 2700 aC. Nell’antico Egitto, dagli Esseni, miele e cera spesso uniti ad oli aromatizzati, venivano usati da parte dei sacerdoti, durante i diversi rituali, come dalla medicina indiana “ayurvedica”, cinese e altre medicine tradizionali. Essi hanno valorizzato ed utilizzato l’apiterapia, nella fattispecie con il miele, la cera e le larve delle api. Sappiamo anche che la prima moneta al mondo di cui si abbia notizia, apparteneva alla civiltà di Efeso, “antica grande città in Anatolia, odierna Turchia” del 4° secolo a.C., recava impressa un’ape come simbolo di solerzia.

Dracma, VI secolo a.C.
Tetradramma, 387-295 a.C.

Da qualche anno il campo si è considerevolmente allargato ed il merito è del mondo accademico, che ha scoperto e dimostrato la grande utilità delle applicazioni terapeutiche ed alimentari sull’uomo dei prodotti dell’alveare. L’aspetto più interessante è che, per la maggior parte, sono prodotti che rientrano o possono rientrare nella comune alimentazione umana come il miele, la pappa reale e il polline. Per questo motivo il loro utilizzo terapeutico/salutistico non costituisce ne può costituire un rischio per la salute umana.   L’unica eccezione può essere rappresentata dal veleno d’api che implica regole di impiego estremamente precise e sotto stretta sorveglianza medica.

L’apiterapia rappresenta il trattamento delle malattie con i prodotti raccolti, trasformati e secreti dalle api: Miele, Propoli, Polline, Pappa reale, Pane delle api, Larve delle api, Cera e Veleno. A questi ultimamente sono stati aggiunti l’apiaromaterapia e il beehumming, rispettivamente il profumo sprigionato dagli alveari ricco di resine e molecole volatili ed il ronzio delle api che ha delle frequenze che favoriscono il rilassamento.

L’apiterapia è da sempre stata associata al trattamento di alcune malattie:

  • Reumatiche per il veleno d’api.
  • Infiammazioni delle prime vie aeree per il miele e propoli.
  • Denutrizione ed anoressia per la pappa reale e il polline.

I prodotti dell’alveare trovano un grande campo d’azione nella medicina preventiva che si prefigge lo scopo di evitare le malattie e di predisporre l’organismo umano nelle condizioni di non contrarne. Infatti, i prodotti dell’alveare utilizzati in apiterapia, sono dei terapeutici cosiddetti di “terreno”, cioè agiscono sull’insieme dell’individuo e sulla sua biologia olistica. Grazie alle loro proprietà, permettono trattamenti efficaci su numerose malattie acute e croniche, e possono essere assunti in associazione con altri medicamenti classici specifici ed indispensabili. In questi ultimi anni in Europa sono stati svolti molti convegni internazionali sull’apiterapia, in Germania, Francia, Austria, Romania, Svizzera e l’ultimo a Roma dal 22 al 25 novembre 2016, al quale ho partecipato.

L’apiterapia, si differenzia nettamente dalla medicina ufficiale, educata esclusivamente al rigore scientifico ed a tutto ciò che è dimostrabile, senza considerare il naturale: tutto ciò che la cultura etnica e la medicina popolare, da milioni di anni, hanno insegnato e dimostrato e che la medicina convenzionale non può accettare.  Ritengo che la più grande ed importante farmacia del mondo sia la campagna e l’APITERAPIA, unita e sinergica ad essa, sia la farmacia dalle api.

I prodotti dell’alveare, la fitoterapia, la fitoalimurgia, e altre pratiche che la naturopatia ci insegna, sono alimenti-rimedio che curano mentre ci nutrono. (U. Nardi, 1996)

a cura di Michele Buffa, naturopata

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