Monitoraggio ambientale con le api: confronto dei risultati del progetto Capiamo nel biennio 2020-2021

Tra i diversi servizi svolti dalle api come operaie del benessere umano e animale, l’Apiterapia include anche il servizio di monitoraggio ambientale svolto dalle api in modo passivo durante l’attività di bottinamento. Tra gli insetti pronubi, infatti, le api “da miele” (Apis mellifera) presentano caratteristiche biologiche, fisiologiche ed etologiche che le rendono degli ottimi marker della qualità ambientale. All’interno di un’area di 7 km2 le api bottinatrici di un singolo alveare possono arrivare a raccogliere fino a 10000 micro-campioni dalle matrici ambientali aria, acqua e suolo. I risultati numerici prodotti dall’analisi chimica e bio-chimica dei campioni raccolti devono essere letti sempre valutando tutti i fattori ambientali, climatici e zootecnici che influenzano le singole unità (api) e lo stato sanitario di un SUPER-organismo più grande e complesso, l’alveare. Attività di biomonitoraggio sono attualmente molto diffuse, seppur non standardizzate attraverso protocolli univoci. Noi riteniamo che l’uso di protocolli scientifici sia in questo caso fondamentale per non ridurre questo tipo di progetti a semplici attività di greenwashing e al fine di ottenere dati fruibili dalle autorità competenti per salvaguardare non solo le api, ma tutti gli insetti pronubi attraverso un coscienzioso uso del territorio.

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I prodotti delle api come medicina complementare

Di seguito il punto sull’apiterapia così come descritto da Apimondia alla pagina https://www.apimondia.org/latest/bee-products-as-complementary-medicine

L’apiterapia è una branca della medicina complementare e integrativa che utilizza prodotti delle api, tra cui miele, polline, pane d’api, propoli, pappa reale, cera d’api, veleno d’api e larve.  In varie parti del mondo, l’apiterapia ha significati e definizioni differenti. Ad esempio, negli Stati Uniti, l’apiterapia è conosciuta principalmente come terapia con veleno d’api con punture d’api o apitossina iniettata. L’apitossina è il veleno raccolto con dispositivi specifici posti nell’alveare dove le api vengono stimolate a pungere un piatto speciale sul quale rimane il loro veleno. Il veleno essiccato viene ulteriormente purificato e utilizzato per preparare varie soluzioni diluite.

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Canchanchara: come bere il miele e il rum!

Miele e rum… Mica male se sono tutte e due di nobili qualità! Vero?

Così, un poco per la passione del miele e del rum agricolo, mi sono imbattuto in questa scoperta estiva; si tratta di una piccola scoperta perché già altri appassionati dei cocktail o delle tradizioni caraibiche (vedi note) hanno da tempo presentato stupendamente questa “miscela potente”.

In effetti se a questa miscela alcolica aggiungiamo del lime (succo e scorza o la sua più delicata pelle sottile, verde smeraldo) ecco che abbiamo una bevanda che era definita “terapeutica” nella regione equatoriale.

Forse in origine al posto del rum, molto costoso, il povero Cubano o Antillano usava le economiche aguardientes, bevande alcoliche ottenute dalla fermentazione della frutta (mango, banana, uva, corbezzolo, manioca), forse da riscoprire con un’altra prospettiva. Quella della folk-medicine. Comunque in mancanza dell’aguardiente un buon rum “collabora” bene alla preparazione di questo rimedio caraibico, noto come Canchanchara, bevanda dal sapore estivo per noi che viviamo questa estate torrida.

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Miele liquido o cristallizzato ?

Quando si acquista un vasetto di miele, la maggior parte delle persone evita quello cristallizzato, trovandolo “vecchio”, “pieno di zucchero” o, nella migliore delle ipotesi, “difficile da mangiare”. Sono invece sedotti da quel miele cremoso, trasparente e dorato che scorre, come spesso si vede negli spot pubblicitari.
È un grosso errore, dicono gli esperti! Ricordiamoci che il miele è un prodotto vivo e pertanto suscettibile di modifiche che fanno parte della sua composizione.

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La saliva, sinergia tra ape e uomo

La saliva veniva usata regolarmente tanto dagli egizi quanto dagli esseni nei vari usi terapeutici. Il terapeuta ne mescolava una piccola quantità del paziente con un po’ di terra che il malato prelevava nel luogo dove viveva. La poltiglia veniva sistemata, come un’unzione, nella parte più alta della fronte, alla radice centrale dei capelli, (tra il 7°e il 6°chakra) e sul punto del corpo sofferente, per creare un’apertura ed un collegamento tra i due chakra.

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Dal miele i nuovi computer

Come si sviluppa una nuova tecnologia partendo dal miele

Il miele potrebbe essere una soluzione dolce per sviluppare componenti ecologici per i computer neuromorfici, sistemi progettati per imitare i neuroni e le sinapsi che si trovano nel cervello umano. Salutato da alcuni come il futuro dell’informatica, i sistemi neuromorfici sono molto più veloci e usano molta meno energia dei computer tradizionali. Gli ingegneri della Washington State University hanno dimostrato un modo per renderli anche più organici. In uno studio pubblicato sul Journal of Physics D, i ricercatori mostrano che il miele può essere usato per fare un memristor, un componente simile a un transistor che può non solo elaborare ma anche immagazzinare dati in memoria.

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CERA D’API E PROPOLI PER LA SALUTE DELLA LABBRA

La gente ha cercato di capire come sistemare le labbra secche per secoli. L’uso di cera d’api, olio d’oliva e altri ingredienti naturali è stato riportato già ai tempi di Cleopatra, intorno al 40 a.C. e tante altre formule ne riportano l’uso per la pelle in generale. Quasi incredibile è che nel 1833, c’erano addirittura notizie di cerume umano raccomandato come rimedio efficace per le labbra secche e screpolate. Meno male che molto tempo dopo, i primi balsami per labbra con ingredienti diversi arrivarono sul mercato. Baciare delle labbra al sentore di cerume, beh, non mi pare molto piacevole!

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Per la salute prodotti di qualità da un’apicoltura di qualità

Foto 1 (Paolo Fontana)

Articolo pubblicato sul numero di novembre 2021 della rivista L’Apicoltore Italiano.

I prodotti dell’alveare hanno innumerevoli proprietà e possono essere molto utili per il nostro benessere. La qualità dei prodotti deve essere sempre garantita ma quando si parla di salute umana questa garanzia di qualità deve essere ancora maggiore. Non c’è dubbio che la qualità debba iniziare in apiario, tenendo conto sia gli aspetti ambientali che gestionali. Le api raccolgono il nettare, il polline, la propoli e l’acqua in un area del raggio di circa 3 km, anche se per la raccolta di polline possono spostarsi fino a 8-10 km. Questo significa che nei loro viaggi di bottinamento riescono a perlustrare un’area di circa 30 kmq.

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Bio-monitoraggio con api: un efficace sistema di allerta per la valutazione dei rischi tossicologici

Articolo pubblicato sul numero di gennaio-febbraio 2021 della rivista “L’apicoltore Italiano”

I primi studi sull’impiego di indicatori ambientali risalgono a circa metà del XIX sec., (A. Grindon, 1859 e W. Nylander, 1866), e si riferiscono ai licheni, associazioni simbiotiche tra funghi ed alghe, i quali con la loro graduale scomparsa dai grandi centri urbani e da aree fortemente industrializzate, sono considerati dei buoni indicatori dell’inquinamento atmosferico a bassa concentrazione.

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