COME NASCE L’APITERAPIA

Qualche giorno fa si è celebrato, come ogni anno, la “Giornata mondiale dell’apiterapia”, un evento progettato per migliorare la comprensione internazionale dell’uso terapeutico e dei benefici per la salute dei prodotti delle api. Come data è stata scelto il 30 marzo per la Giornata Mondiale dell’Apiterapia perché è la data di nascita del Dr. Philip Terč (ex Filip Tertsch), il primo ricercatore scientifico a studiare gli usi medici dell'”apitossina”, o veleno d’api. Terč è nato il 30 marzo 1844 a Praporiste, in Boemia (Repubblica Ceca).

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APICOSMESI: una “costola” dell’agricosmesi, la nuova frontiera dell’ “agribeauty”

I prodotti dell’alveare come ingredienti attivi dei prodotti cosmetici

miele visoL’agricosmesi, o cosmetica “green”, negli ultimi anni si sta sviluppano sempre più, è un dato di fatto, ma cosa si intende per agricosmesi? E’ l’utilizzo di materie prime cosmetiche derivate da allevamenti e coltivazioni come per esempio la bava di lumaca, il latte d’asina, gli estratti di molte piante officinali, i vinaccioli, per non parlare del veleno di alcuni animali. È il tempo dell'”agribeauty contadino” e la Coldiretti ne dà conferma, registrando il 71% degli italiani che ormai si fidano più di un cosmetico fatto con i prodotti naturali di un’azienda agricola piuttosto che di quelli prodotti da una marca commerciale. Continua a leggere

Bio-monitoraggio con api: un efficace sistema di allerta per la valutazione dei rischi tossicologici

Articolo pubblicato sul numero di gennaio-febbraio 2021 della rivista “L’apicoltore Italiano”

I primi studi sull’impiego di indicatori ambientali risalgono a circa metà del XIX sec., (A. Grindon, 1859 e W. Nylander, 1866), e si riferiscono ai licheni, associazioni simbiotiche tra funghi ed alghe, i quali con la loro graduale scomparsa dai grandi centri urbani e da aree fortemente industrializzate, sono considerati dei buoni indicatori dell’inquinamento atmosferico a bassa concentrazione.

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CARRE’ DI MAIALE AL MIELE

Per l’esecuzione di questa ricetta propongo di utilizzare il miele di castagno, le cui caratteristiche sono: particolare tendenza a non cristallizzare; ricchezza di tannini; sapore tipicamente amaro; profumo forte e penetrante; colore che varia dall’ambra al noce chiaro o scuro, quasi nero e con riflessi verde asparago; consistenza vischiosa; molto ricco di sali minerali; una percentuale di fruttosio di circa il 42 % e di glucosio di circa il 27%. Il sapore amaro del miele di castagno contrasta con quello moderatamente dolce della carne di maiale e il suo profumo forte e penetrante ne attenua l’odore marcato, oltre a sgrassare e a rendere morbido il vostro carré.

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LE MERAVIGLIE – ricetta dei biscotti di Natale con il miele

Ingredienti: 300g di farina 0 – 80g di fecola – 220g zucchero – 170g burro – 150g di miele millefiori- 3 uova intere – buccia grattugiata di limone – 1 bustina di lievito per dolci – 1 cucchiaino di Macis in polvere – 1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere – 2 cucchiaini di cannella – zenzero grattugiato – buccia grattugiata di limone biologico – un pizzico di sale – gocce di cioccolato a piacere.

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I LATI NASCOSTI DEL MIELE

Articolo pubblicato sul n° di novembre 2020 delle rivista l’Apicoltore Italiano

In una Rivista dedicata alle cure agricole, un bell’articolo di un’equipe medica, indicava le alternative naturali allo zucchero industriale (saccarosio); tanti dolcificanti ma non c’era menzione del miele. Non è infrequente che sciroppo d’acero o d’agave siano elencati tra i migliori dolcificanti naturali, sebbene la produzione di questi prodotti forse non sia così “naturale” come avviene per il miele. Tra le difficili condizioni in cui gli Apicoltori si trovano a lavorare per le produzioni dei mieli, si aggiungono così pareti ardue da superare come il “silenzio” sulle riviste. Ciò è ancora amplificato per altri prodotti apistici molto interessanti come propoli, polline e pappa reale, senza per altro dimenticarsi del veleno d’ape e della cera.

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Potenzialità terapeutiche del miele (e non solo) in medicina veterinaria

Articolo pubblicato sul n° di ottobre 2020 delle rivista l’Apicoltore Italiano

L’origine botanica e l’insetto responsabile della sua elaborazione sono alla base di significative differenze di composizione che risultano in un diverso potere antiossidante e antimicrobico delle molteplici varietà di miele esistenti (Bogdanov et al., 2013; Miguel, Antunes, Faleiro, 2017). In questo articolo tratteremo le potenzialità dei comuni millefiori prodotti da Apis mellifera ligustica nella penisola italiana, un prezioso alleato per la salute e per il benessere psicofisico di uomo e animali. Con particolare riferimento alla dermatologia veterinaria, si illustrano alcuni casi clinici. Ricordiamo al pubblico che l’apiterapia risulta efficace come medicina integrativa e che deve essere sempre monitorata da personale medico competente.

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RESISTENZA BATTERICA AGLI ANTIBOTICI: il miele grezzo potenzia l’azione della penicillina e della combinazione amoxicillina-acico clavulanico

miele1L’efficacia antibatterica del miele è ben conosciuta fin dai tempi più antichi, l’obiettivo di questo studio (Wild honey facilitates antibacterial efficacy of penicillin and amoxicillin–clavulanic acid – pubblicato sul Journal of Apitherapy ad aprile 2020 – per scaricare lo studio completo clicca qui) era di valutare il miele grezzo per trovare degli analoghi della penicillina visto che sono sempre più numerosi i casi di resistenza batterica alla penicillina e agli antibiotici in generale. Continua a leggere

Il miele a tavola è un argomento quasi tabù

miele cucinaIn un testo di alimentazione ben conosciuto perché sembrava, qualche anno fa, prossimo all’eresia (1) era raccomandato tra i rimedi per la stipsi. Era il 2004. Un anno dopo il miele guadagnava l’attenzione in un trattato entusiasmante (2) come “alimento terapeutico che risale ad epoche preistoriche”. Anche in libri coraggiosi più recenti (3) al miele viene relegato un ruolo di misera comparsa perché, come in tanta letteratura scientifica, trattato tra i dolcificanti e così assimilato al “velenoso” zucchero bianco, allo sciroppo di fruttosio e glucosio, allo “spregevole” HCFS (high-fructose corn syrup) eccetera. Continua a leggere