LA BIODIVERSITA’ FAVORISCE LA SOPRAVVIVENZA DEGLI IMPOLLINATORI

La rigogliosa gamma di fiori di un prato ha bisogno di un’intera falange di api per impollinarli, molto più delle api da miele e dei bombi che la maggior parte delle persone conosce, secondo un nuovo studio di un team di ricercatori tra cui l’entomologo Michael Roswell dell’Università del Maryland. Roswell ha contribuito a dimostrare che le api meno comuni sono molto più importanti per la salute dell’ecosistema di quanto documentato in precedenza.

Le ricerche precedenti sulle api come impollinatori tendevano a concentrarsi su piante specifiche – spesso colture – o su intere comunità di piante come se fossero una singola entità. Questo tendeva a enfatizzare eccessivamente il contributo delle api più comuni, soprattutto perché il 2% delle specie di api forniva l’80% dell’impollinazione nelle colture. Ma nessun lavoro precedente aveva posto la domanda fondamentale: Quante specie di impollinatori sono necessarie per impollinare tutte le specie in una data comunità di piante?

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L’alveare ed il sistema nervoso

Per Rudolf Steiner l’alveare rappresenta il capo, (la testa), e noi sappiamo che la testa, la parte più elevata al cielo, la parte spirituale, lavora sull’intero corpo, in questo caso l’intero alveare.

La regolazione degli scambi, la temperatura costante e la buona circolazione sono condizioni indispensabili per far compiere un buon lavoro alle api e all’uomo per avere delle buone digestioni. L’alveare è un ambiente protetto che racchiude il sistema nervoso dell’organismo ape. Un intervento esterno di disturbo o un trauma potrebbe non essere sopportato dalle api, da come funziona l’alveare, dipende lo sviluppo e l’evoluzione dell’ape stessa.    

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Apicoltura Simbiotica, torniamo a stare con le api

Articolo pubblicato sul numero di dicembre 2021 della rivista L’Apicoltore Italiano.

Volenti o nolenti siamo giunti ad un punto di rottura, dove a causa di eventi atmosferici sempre più estremi, come periodi di mancanza piogge che si prolungano per mesi, bombe d’acqua e gelate in piena fioritura, occorre ripensare il modo di stare con le api, in quanto bassissime produzioni, se non addirittura necessità di nutrizione, stanno rendendo sempre meno sostenibile da un punto di vista economico l’attività apistica. Un sistema quindi basato sulle quantità, in equilibrio fino a 5/6 anni fa, risulta essere oggi in forte difficoltà.

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CONOSCERE LA VITA DELLE API PER APPREZZARE I LORO PRODOTTI

Un articolo divulgativo, per i non addetti ai lavori, che spiega in modo semplice la vita delle api in modo da apprezzare ed usare consapevolmente i loro prodotti in apiterapia.

Per entrare nella logica di questa terapia naturale, strettamente legata alla naturopatia e valutarne meglio i prodotti che la costituiscono, ritengo opportuno fare un breve quadro generale sull’organizzazione sociale dell’alveare, dove spesso riscontro analogie con la nostra specie.

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Come il microbioma abbia un ruolo anche nell’organismo delle api: le api avvoltoio

“Le api sono vespe che sono passate a uno stile di vita vegetariano, e la grande maggioranza delle api si nutre di polline e nettare. Alcune specie di api senza pungiglione, tuttavia, raccolgono anche carogne, e alcune sono completamente tornate a uno stile di vita necrofago, basandosi sulle carogne per le proteine e rinunciando del tutto alla visita dei fiori. Una specie poco conosciuta di ape tropicale ha evoluto un dente in più per mordere la carne e un intestino che ricorda più da vicino quello degli avvoltoi piuttosto che altre api”. Così esordisce la ricerca di un gruppo statunitense sulle “api avvoltoio”, del genere Trigona (1).

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Quando un polline fa la differenza?!

Se è vero che nessun miele millefiori è uguale all’altro; se è vero che ogni miele di millefiori si caratterizza per aromi, sapori e colori in base alla biodiversità presente sul territorio; se è vero che l’agricoltura e le specie non autoctone influenzano le possibilità di raccolta dell’alveare…non dovremmo tenere in considerazione anche la canapa?

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COME TI CAMBIO LA VITA SOCIALE CON LE API!

Può una piccola ape avviare un processo di attenzione alla vita sociale? Sì che può! Lo dimostrano tante attività di apicoltori che hanno investito parte del profitto della loro Azienda nella azione verso soggetti deboli (ex detenuti, diversamente abili e tante persone con difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro). Ora si aggiunge l’interessamento di un Comune Veneto, Tonezza del Cimone, nella catena delle azioni propulsive nella vita sociale, con un’iniziativa che sprona l’interesse verso la Natura e la biodiversità.

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Perdita della biodiversità e rischi sulla nostra alimentazione

“Pensavo fosse uno stupido gioco a nascondino ma non riesco a trovarle. Dove sono?”

Le api, le farfalle, le vespe, i coleotteri, i pipistrelli, le mosche e i colibrì che distribuiscono il polline, vitale per la riproduzione di oltre il 75% delle colture alimentari e delle piante da fiore – tra cui il caffè, la colza e la maggior parte dei frutti – stanno visibilmente diminuendo in tutto il mondo, ma poco si sa delle conseguenze per le popolazioni umane e quelle animali.

La riduzione degli impollinatori potrebbe innescare un effetto domino su grande scala negli ecosistemi della Terra.  Uno studio pubblicato di recente su Nature Ecology & Evolution (1), indica almeno quattro cause che determinano il continuo declino degli impollinatori:

  1. Distruzione dell’ambiente (inteso come ecosistema) in cui gli impollinatori vivono,
  2. Declino della possibilità d’intervento nella gestione del territorio, che vede una riduzione dei pascoli e aumento delle monoculture,
  3. L’uso diffuso dei pesticidi,
  4. I cambiamenti climatici costanti, sebbene ancora oggi i dati sono limitati.
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A LEZIONE DAGLI APICOLTORI

“Smettete di tagliare il prato, non pavimentate il vialetto e abituatevi agli insetti nell’insalata” è la sintetica frase di un articolo apparso su THE CONVERSATION, un quotidiano on line rigorosamente britannico, scritto dalla dottoressa S. Maderson, dell’Aberystwyth University. È un articolo interessante perché mostra come gli apicoltori mostrino atteggiamenti molto positivi per la protezione della biodiversità e siano prudenti nella visione utilitaristica del “verde è bello”.

Quali sono i punti salienti che un apicoltore mostra di perseguire e promuovere?

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DIFENDI LA BIODIVERSITA’ PER DIFENDERE IL TUO BENESSERE

Il mondo della biodiversità è un mondo che apre sempre di più nuovi orizzonti alla nostra visione. Dopo gli splendidi scenari-cartolina di eremi “orientali”, dal sud-est asiatico alla Amazonia, che fanno bella mostra di se anche sui nostri desktop o sui dépliant di viaggi esotici, la doccia fredda ci piove dai rischi indotti dagli animali selvatici, simili a serbatoi di tante malattie. Le scimmie, i pangolini (nella foto in basso), i pipistrelli, gli zibellini e così via, sono diventati in breve tempo draghi che vomitano virus e batteri.

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