Come il microbioma abbia un ruolo anche nell’organismo delle api: le api avvoltoio

“Le api sono vespe che sono passate a uno stile di vita vegetariano, e la grande maggioranza delle api si nutre di polline e nettare. Alcune specie di api senza pungiglione, tuttavia, raccolgono anche carogne, e alcune sono completamente tornate a uno stile di vita necrofago, basandosi sulle carogne per le proteine e rinunciando del tutto alla visita dei fiori. Una specie poco conosciuta di ape tropicale ha evoluto un dente in più per mordere la carne e un intestino che ricorda più da vicino quello degli avvoltoi piuttosto che altre api”. Così esordisce la ricerca di un gruppo statunitense sulle “api avvoltoio”, del genere Trigona (1).

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LEZIONE DI STRATEGIE DALLE API: non sempre piccolo è bello!

Gli scienziati hanno studiato attentamente la complessità di come i singoli organismi vivono e agiscono insieme in gruppi conosciuti come collettivi biologici. Nei “superorganismi” come le colonie di api, le interazioni dei singoli membri si sommano a beneficio dell’intera colonia. Come fanno le colonie a prendere decisioni di fronte a condizioni mutevoli o critiche?  Dei ricercatori dell’Università della California San Diego che studiano le api sociali hanno pubblicato una ricerca che indica che la dimensione della colonia è un fattore chiave. I risultati – guidati da ricercatori della Divisione di Scienze Biologiche e dell’Istituto per il Calcolo Neurale della UC San Diego, insieme a un ricercatore dell’Università Westfalia di Scienze Applicate in Germania – sono pubblicati il 10 novembre nel Journal of the Royal Society Interface (1).

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Quando un polline fa la differenza?!

Se è vero che nessun miele millefiori è uguale all’altro; se è vero che ogni miele di millefiori si caratterizza per aromi, sapori e colori in base alla biodiversità presente sul territorio; se è vero che l’agricoltura e le specie non autoctone influenzano le possibilità di raccolta dell’alveare…non dovremmo tenere in considerazione anche la canapa?

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COME TI CAMBIO LA VITA SOCIALE CON LE API!

Può una piccola ape avviare un processo di attenzione alla vita sociale? Sì che può! Lo dimostrano tante attività di apicoltori che hanno investito parte del profitto della loro Azienda nella azione verso soggetti deboli (ex detenuti, diversamente abili e tante persone con difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro). Ora si aggiunge l’interessamento di un Comune Veneto, Tonezza del Cimone, nella catena delle azioni propulsive nella vita sociale, con un’iniziativa che sprona l’interesse verso la Natura e la biodiversità.

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Perdita della biodiversità e rischi sulla nostra alimentazione

“Pensavo fosse uno stupido gioco a nascondino ma non riesco a trovarle. Dove sono?”

Le api, le farfalle, le vespe, i coleotteri, i pipistrelli, le mosche e i colibrì che distribuiscono il polline, vitale per la riproduzione di oltre il 75% delle colture alimentari e delle piante da fiore – tra cui il caffè, la colza e la maggior parte dei frutti – stanno visibilmente diminuendo in tutto il mondo, ma poco si sa delle conseguenze per le popolazioni umane e quelle animali.

La riduzione degli impollinatori potrebbe innescare un effetto domino su grande scala negli ecosistemi della Terra.  Uno studio pubblicato di recente su Nature Ecology & Evolution (1), indica almeno quattro cause che determinano il continuo declino degli impollinatori:

  1. Distruzione dell’ambiente (inteso come ecosistema) in cui gli impollinatori vivono,
  2. Declino della possibilità d’intervento nella gestione del territorio, che vede una riduzione dei pascoli e aumento delle monoculture,
  3. L’uso diffuso dei pesticidi,
  4. I cambiamenti climatici costanti, sebbene ancora oggi i dati sono limitati.
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A LEZIONE DAGLI APICOLTORI

“Smettete di tagliare il prato, non pavimentate il vialetto e abituatevi agli insetti nell’insalata” è la sintetica frase di un articolo apparso su THE CONVERSATION, un quotidiano on line rigorosamente britannico, scritto dalla dottoressa S. Maderson, dell’Aberystwyth University. È un articolo interessante perché mostra come gli apicoltori mostrino atteggiamenti molto positivi per la protezione della biodiversità e siano prudenti nella visione utilitaristica del “verde è bello”.

Quali sono i punti salienti che un apicoltore mostra di perseguire e promuovere?

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LE API E IL CAFFE’

In un articolo pubblicato il 28 luglio sulla rivista Current Biology (1) i ricercatori hanno dimostrato che nutrire i bombi con caffeina le aiuta a ricordare meglio l’odore di un fiore specifico. In precedenza è stato dimostrato che ai bombi piace la caffeina e visitano più frequentemente i fiori con caffeina per ottenerla. Ma questo è il primo studio che dimostra che consumare caffeina nel loro nido li aiuta effettivamente a trovare certi fiori fuori dal nido.

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NON DIMENTICHIAMO IL BENESSERE DELLE API

Articolo pubblicato sul numero di maggio-giugno della rivista “L’Apicoltore Italiano”

In questa rubrica dedicata al benessere dell’uomo, vorrei questa volta fare una rapida riflessione in merito al benessere delle api, soffermandomi su aspetti noti ai più che vanno, però, ogni tanto ricordati. Quando parlo di api, mi riferisco sempre a quei piccoli esseri che fanno un enor­me ed essenziale lavoro per la natura e per l’uomo: dall’impollinazione, alla fun­zione di bio-indicatore ambientale; dalla produzione di alimenti sicuri in diverse varietà e varianti territoriali, alle ricadute sulla farmaceutica e la cosmesi.

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COMPORTAMENTO IGIENICO E DISTANZIAMENTO SOCIALE ANCHE NELLA SOCIETÀ DELLE API

Articolo pubblicato sul numero di aprile 2021 della rivista “L’Apicoltore Italiano”

Ti sei mai chiesto se anche nella società delle Api c’è un comportamento simile al distanziamento sociale umano?

In un recente articolo del National Geographic (“Anche gli animali scelgono il distanziamento sociale per evitare il contagio”. National Geographic 30 Aprile 2020) è spiegato come anche le Api abbiano sviluppato nel corso degli anni un meccanismo simile, ma basato sulla repulsione olfattiva. Le antenne delle Api sono l’equivalente del nostro naso e uno dei loro compiti è quello di fiutare le molecole di odore dall’aria e attraverso i pori dell’antenna sono trasportate ai recettori sui nervi olfattivi.

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DIFENDI LA BIODIVERSITA’ PER DIFENDERE IL TUO BENESSERE

Il mondo della biodiversità è un mondo che apre sempre di più nuovi orizzonti alla nostra visione. Dopo gli splendidi scenari-cartolina di eremi “orientali”, dal sud-est asiatico alla Amazonia, che fanno bella mostra di se anche sui nostri desktop o sui dépliant di viaggi esotici, la doccia fredda ci piove dai rischi indotti dagli animali selvatici, simili a serbatoi di tante malattie. Le scimmie, i pangolini (nella foto in basso), i pipistrelli, gli zibellini e così via, sono diventati in breve tempo draghi che vomitano virus e batteri.

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