Le api e le loro sensazioni

Grazie alla gentile disponibilità del Gardian, rilanciamo un articolo apparso il 16 luglio scritto da Donna Fergusson che ci anticipa l’uscita di un libro sulle api che speriamo in Italia sia tradotto presto: “The Mind of a Bee” del prof. L. Chittka, pubblicato dalla Università di Princeton.

“Ora abbiamo prove che suggeriscono che nelle api c’è un certo livello di consapevolezza, una sensibilità, e che hanno stati simili alle emozioni”, dice Lars Chittka, professore di ecologia sensoriale e comportamentale alla Queen Mary University di Londra.

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Le api insegnano a liberare la mente e a motivarsi: una esperienza dalla Grecia

Leros è una splendida isola greca del Dodecaneso (1) vicinissima a Kalimnos, celebre per le sue magnifiche spugne. Era una isola dedicata alla dea Artemide, divenuta Diana nella cultura latina. Giusto per gustarne le sue marine riporto una foto che, ora come non mai, mette in moto la nostra curiosità turistica.

Ma ciò che vedremo non è il turismo ma un approccio, con le api, che è stato condotto su una delle colline che circondano il porto di Lakki; da questa collina, che si affaccia sulle acque azzurre del porto, si aggirano degli apicoltori “speciali”, che si dedicano alle operazioni di gestione delle arnie lì presenti. Come in quasi tutta la Grecia, specialmente nelle isole, l’attività dell’apicoltore è un benemerito lavoro che dona i suoi frutti nei famosi dolci e preparazioni elleniche.

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La dieta può cambiare la genetica? Api ed epigenetica

Spesso, parlando di diete alimentari (e sottolineo diete perché mi pare giunto il momento di sdoganare questo termine antico), viene chiesto se ciò che mangiamo possa modificare anche il nostro assetto genetico.

Cioè se scegliendo un particolare alimento rispetto ad un altro si attuino dei cambiamenti nel come le nostre cellule riescano a spegnere o accendere i loro geni; è questo uno dei tanti quesiti dell’epigenetica, campo della biologia che studia la variazione del comportamento di una cellula (o tessuto cellulare) rispetto ad una sua gemella o clone sottoposta a condizioni esterne diverse. La sua alimentazione è una delle possibili sorgenti di pressione a modificarsi, nonostante il suo DNA resti totalmente simile alla sua sorella o clone.

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LE API COME INSETTI BIO-INDICATORI: i risultati delle attività di biomonitoraggio in collaborazione all’azienda Ducati Motor Holding S.p.A.

Articolo pubblicato sul numero di aprile 2022 della rivista L’Apicoltore Italiano

Nell’ambito delle proprie attività di  monitoraggio ambientale, l’azienda  Ducati  Motor  Holding S.p.A ha sempre promosso un significativo impegno per la tutela delle biodiversità e per il rispetto  della salute pubblica. Nel 2016 l’azienda ha avviato un piano di monitoraggio ambientale che si avvale delle api come insetti “bio-indicatori”. Dal 2017 la realizzazione del progetto viene svolta in collaborazione con la Dott.ssa Tulini, Veterinario libero professionista e PhD in Sciente degli alimenti e Tossicologia Veterinaria. Il goal di maggiore interesse nel primo anno (2017) è rappresentato dall’individuazione del glifosate, erbicida applicato in azienda per il controllo delle piante infestanti, come principale causa dello spopolamento degli alveari che si era registrato in modo ciclico, con regolarità costante, negli anni precedenti. Tuttavia il percorso di indagine eco-tossicologica finanziato dalla Ducati, ha rivelato un basso impatto dei pesticidi nell’areale monitorato dagli alveari sentinella.

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20 maggio: Festa delle Api e della Apicoltura

Si stima che circa 10.000 persone abbiano i loro alveari in Slovenia, una nazione di poco più di due milioni di abitanti: Si tratta di ben 10 volte più apicoltori per abitante che in Spagna, il più grande produttore di miele in Europa.

L’amore della nazione alpina per le api risale al 18° secolo, quando lo sloveno Anton Janša (1734-1773) scrisse il primo manuale di apicoltura moderna. A quel tempo gran parte della Slovenia moderna faceva parte della provincia asburgica della Carniola, e l’imperatrice Maria Teresa nominò Janša come uno dei primi insegnanti della scuola di apicoltura nella capitale imperiale, Vienna.

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LA BIODIVERSITA’ FAVORISCE LA SOPRAVVIVENZA DEGLI IMPOLLINATORI

La rigogliosa gamma di fiori di un prato ha bisogno di un’intera falange di api per impollinarli, molto più delle api da miele e dei bombi che la maggior parte delle persone conosce, secondo un nuovo studio di un team di ricercatori tra cui l’entomologo Michael Roswell dell’Università del Maryland. Roswell ha contribuito a dimostrare che le api meno comuni sono molto più importanti per la salute dell’ecosistema di quanto documentato in precedenza.

Le ricerche precedenti sulle api come impollinatori tendevano a concentrarsi su piante specifiche – spesso colture – o su intere comunità di piante come se fossero una singola entità. Questo tendeva a enfatizzare eccessivamente il contributo delle api più comuni, soprattutto perché il 2% delle specie di api forniva l’80% dell’impollinazione nelle colture. Ma nessun lavoro precedente aveva posto la domanda fondamentale: Quante specie di impollinatori sono necessarie per impollinare tutte le specie in una data comunità di piante?

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Dal miele i nuovi computer

Come si sviluppa una nuova tecnologia partendo dal miele

Il miele potrebbe essere una soluzione dolce per sviluppare componenti ecologici per i computer neuromorfici, sistemi progettati per imitare i neuroni e le sinapsi che si trovano nel cervello umano. Salutato da alcuni come il futuro dell’informatica, i sistemi neuromorfici sono molto più veloci e usano molta meno energia dei computer tradizionali. Gli ingegneri della Washington State University hanno dimostrato un modo per renderli anche più organici. In uno studio pubblicato sul Journal of Physics D, i ricercatori mostrano che il miele può essere usato per fare un memristor, un componente simile a un transistor che può non solo elaborare ma anche immagazzinare dati in memoria.

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L’alveare ed il sistema nervoso

Per Rudolf Steiner l’alveare rappresenta il capo, (la testa), e noi sappiamo che la testa, la parte più elevata al cielo, la parte spirituale, lavora sull’intero corpo, in questo caso l’intero alveare.

La regolazione degli scambi, la temperatura costante e la buona circolazione sono condizioni indispensabili per far compiere un buon lavoro alle api e all’uomo per avere delle buone digestioni. L’alveare è un ambiente protetto che racchiude il sistema nervoso dell’organismo ape. Un intervento esterno di disturbo o un trauma potrebbe non essere sopportato dalle api, da come funziona l’alveare, dipende lo sviluppo e l’evoluzione dell’ape stessa.    

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Malva e propoli nelle preparazioni cosmetiche

La Malva appartiene alla famiglia delle Malvacee e simboleggia la calma, l’amore e la dolcezza.

E’ un’erba selvatica europea (sylvestris = di selva) che si trova lungo ruderi e muriccioli, ai bordi delle strade e cresce fino ad un’altitudine di 1400 Mt. Come dice anche il suo nome, che deriva dal greco malakòs (molle) e dal latino mollire ovvero calmare, la Malva contiene mucillagini che hanno proprietà emollienti ed antiinfiammatorie. E’ considerata da sempre come una pianta officinale omnimorba, poiché è in grado di dare sollievo a moltissimi problemi.

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