L’ape animale del sole

Secondo Steiner, filosofo e pedagogista austriaco, di cui parlerò anche nei successivi capitoli, i giorni che l’ape impiega a nascere si sintonizzano con i 25 giorni e tre ore che il Sole impiega per compiere una rivoluzione completa su sé stesso.

L’ape operaia, quindi, è un animale solare perché sottoposta all’ influsso del Sole, in quanto fino al suo completo sviluppo, sfrutta esattamente tutto quello che il Sole può fornirgli.

L’ingresso e l’uscita dall’alveare delle bottinatrici, “le api delegate alla raccolta di cibo”, il particolare linguaggio e comunicazione delle api e la fecondazione della regina avvengono riflettendo l’influsso solare.

Steiner riconosce inoltre una similitudine o analogia delle attività e funzioni tra ape e uomo. L’interpretazione steineriana paragona le cellule del sangue che scorrono nelle vene, alle api operaie. “Il sangue che circola nel corpo esegue lo stesso lavoro che compie l’ape nell’alveare”.

Le cellule nervose sono rappresentate dai fuchi mentre quelle albuminiche che si trovano nel centro della testa si possono paragonare alla regina, e possono essere interpretate come le cellule che rivestono il germe della vita (l’uovo) o quelle dell’embrione.

  • Api operaie = cellule del sangue
  • Fuchi = cellule nervose 
  • Regina = cellule albuminiche

La comparazione tra la vita dell’ape con quella dell’uomo non è casuale. L’ape è un insetto laborioso, ma la sua attività non è frenetica e serve al mantenimento della vita dell’alveare, non è egoistica, è per il gruppo e ognuno lavora per il gruppo, per la conservazione della specie.

In maniera opposta, l’uomo vive in modo frenetico alimentandosi di cose e pensieri inutili e dannosi che lo deprimono e lo ammalano.

Il suo operare non è rivolto ad un sano mantenimento, ad un progresso umano sociale, ma è piuttosto rivolto ed attento all’aspetto economico per assicurarsi comodità e beni utili a conservare e a migliorare la propria condizione fisica e sociale.

(Chiomento, 2014)

a cura di Michele Buffa

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